Guida Pratica ai Permessi Premio

Diritto Penitenziario spiegato semplice.

Il Permesso Premio: L'assaggio di Libertà

Come funzionano, quando spettano e come non farseli negare.

Se la Liberazione Anticipata riduce la pena e l'Affidamento ti fa uscire definitivamente, il Permesso Premio (Art. 30-ter Ord. Pen.) è il ponte tra il carcere e la libertà.

È il momento in cui lo Stato ti dice: "Mi fido di te per qualche ora o qualche giorno. Vediamo come te la cavi fuori".

Attenzione: Non confonderlo con il Permesso di Necessità! Quello si dà solo se muore un parente o c'è un pericolo di vita imminente. Il permesso premio, invece, serve per coltivare affetti, cultura o lavoro.

1. Chi può chiederli? (La Matematica della Pena)

Non puoi chiederli subito (salvo pene brevissime). Devi aver scontato una precisa "quota" di pena. Ecco i calcoli base:

  • Pena fino a 3 anni: In teoria puoi chiederli subito, ma nella pratica si aspetta sempre l'osservazione (qualche mese).
  • Condannati comuni: Devi aver scontato 1/4 della pena.
    Esempio: Se hai 4 anni, devi averne fatto almeno 1.
  • Reati gravi (Art. 4-bis): Devi aver scontato 1/2 della pena (metà).
    (Es. mafia, traffico droga ingente, rapina aggravata).
  • Ergastolani: Devono aver scontato 10 anni.
Il Jolly: Ricorda che i famosi "45 giorni" di liberazione anticipata contano come pena scontata! Quindi quel "quarto" o quella "metà" arrivano prima se ti comporti bene.

2. I Requisiti: Non basta il tempo

Aver fatto il tempo necessario è il requisito oggettivo. Ma serve il requisito soggettivo (il comportamento).

Il Magistrato concede il permesso solo se:

3. Quanto durano?

Non puoi stare fuori quanto vuoi. La legge mette dei paletti precisi:

Nota bene: I giorni passati in permesso premio contano come pena scontata. Non è che la pena si "ferma" mentre sei fuori.

4. La Procedura: L'importanza dell'Equipe

A differenza di altre domande, qui il parere del carcere è decisivo.

  1. La Domanda: Scrivi la domandina indirizzata al Magistrato di Sorveglianza.
  2. L'Equipe (G.O.T.): Educatore, psicologo, comandante e direttore si riuniscono. Devono scrivere una "relazione di sintesi". Se scrivono "parere favorevole", hai buone speranze. Se scrivono "parere contrario", è molto difficile ottenerlo.
  3. I Controlli: Il Magistrato chiede ai Carabinieri/Polizia del luogo dove andrai (es. a casa di tua moglie) se l'ambiente è sicuro e se ci sono controindicazioni.
  4. La Decisione: Il Magistrato di Sorveglianza decide con un Decreto (Sì o No).

5. Cosa succede se ottengo il permesso?

Se il permesso è concesso, ti daranno un foglio con la via, il percorso e gli orari.

Attenzione: Se rientri in ritardo (senza motivo gravissimo) o violi le regole, non solo perdi il permesso futuro, ma rischi una denuncia per evasione e ti bruci la liberazione anticipata.

6. E se dicono di NO? (Il Reclamo)

Se il Magistrato rigetta la domanda, puoi fare Reclamo al Tribunale di Sorveglianza.

✅ IMPORTANTE CAMBIO DI LEGGE (Sentenza Corte Cost. 113/2020)

Fino al 2020, il termine per fare reclamo era di sole 24 ore. Era una trappola per molti detenuti.

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale quel limite.

OGGI HAI 15 GIORNI DI TEMPO.

Dal momento in cui ti notificano il rigetto, hai 15 giorni per presentare reclamo al Tribunale di Sorveglianza. Non c'è più l'ansia di dover correre entro il giorno dopo.

📝 Sezione Speciale per Avvocati (Dritte Tecniche)

  • Il Principio di Gradualità: Se è la prima richiesta, non chiedere "5 giorni con pernottamento". Chiedi un permesso orario (es. 8 ore) per riallacciare i rapporti familiari. Il Magistrato è più propenso a concedere un "test" breve. Se chiedi troppo subito, il rigetto è probabile per "mancanza di gradualità".
  • Termini per il Reclamo (ex art. 30-bis): Come evidenziato sopra, a seguito della Sentenza Corte Cost. n. 113/2020, il termine per il reclamo avverso il decreto motivato del Magistrato di Sorveglianza è equiparato a quello generale del procedimento di sorveglianza, ovvero 15 giorni (e non più 24 ore). Attenzione però: molti detenuti "storici" ricordano la vecchia regola, è bene rassicurarli.
  • Motivazione del Reclamo: Se il rigetto si basa sul parere negativo del G.O.T., devi attaccare la motivazione di quel parere. Spesso i pareri sono datati o non tengono conto di fatti nuovi positivi (es. un corso finito, una riconciliazione con la vittima, assenza di rapporti disciplinari da anni).
  • Recidiva Reiterata: Fai attenzione all'art. 30-ter comma 1. Per i recidivi reiterati le soglie di pena potrebbero alzarsi o potrebbero esserci limitazioni nell'accumulo dei benefici.
  • Funzione propedeutica: Nell'istanza, sottolinea che il permesso è funzionale a una futura misura alternativa (es. affidamento). La giurisprudenza vede con favore il permesso premio usato come "prova generale".

Sintesi Finale

  • A cosa serve: A prepararsi all'uscita definitiva e a vedere la famiglia.
  • Quando: Dopo 1/4 della pena (o 1/2 per reati gravi).
  • Il segreto: Iniziare con richieste piccole (poche ore), comportarsi in modo impeccabile e non avere fretta. Un permesso andato bene vale più di mille avvocati per ottenere l'affidamento in prova dopo.
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