L'UEPE (ex CSSA) è un ufficio del Ministero della Giustizia fondamentale per chi deve scontare una pena fuori dal carcere. Il suo compito è duplice: aiutare il condannato nel reinserimento sociale e controllare che rispetti le regole stabilite dal Magistrato.
L'UEPE non è solo un organo di polizia, ma nemmeno solo assistenza sociale. Supporta la persona (lavoro, famiglia, difficoltà) ma vigila rigorosamente sul rispetto delle prescrizioni.
1. Come è organizzato e chi ci lavora
L'ufficio è strutturato su tre livelli territoriali, ma il cittadino si interfaccia principalmente con l'ULEPE (Ufficio Locale). All'interno lavorano diverse figure professionali:
- Area Sociale (Assistenti Sociali): Il cuore dell'ufficio. Gestiscono i colloqui, le visite domiciliari e redigono le relazioni per il Magistrato.
- Area Sicurezza (Polizia Penitenziaria): Si occupa dei controlli sul territorio e delle verifiche formali.
- Area Tecnica: Psicologi ed educatori che supportano il programma di trattamento.
2. Cosa fa l'UEPE: Le Misure Alternative
L'UEPE entra in gioco quando viene concessa una misura alternativa alla detenzione. Le principali sono:
Affidamento in Prova
La misura più ampia. La persona vive libera, lavora e mantiene contatti con l'assistente sociale, rispettando prescrizioni orarie e di frequentazione.
Detenzione Domiciliare
La persona sconta la pena a casa. L'UEPE controlla il rispetto del divieto di uscita e supporta il nucleo familiare in caso di gravi problemi di salute o gestione figli.
Messa alla Prova (MAP)
Per gli imputati (non ancora condannati definitivi). L'UEPE elabora un programma di trattamento che, se completato con successo, porta all'estinzione del reato.
3. Il Programma di Trattamento
È il documento fondamentale redatto dall'Assistente Sociale insieme al condannato. Contiene:
- Gli impegni lavorativi o di studio.
- Le attività riparative o di volontariato.
- Le prescrizioni comportamentali (orari di rientro, divieti).
Questo programma viene approvato dal Magistrato di Sorveglianza e deve essere rispettato alla lettera.
4. Consigli Pratici per le Famiglie
Il rapporto con l'UEPE è determinante. Ecco come gestirlo al meglio:
- Collaborazione: Non vedere l'assistente sociale come un nemico. Segnalare difficoltà (lavoro perso, problemi familiari) aiuta a prevenire violazioni.
- Competenza Territoriale: Rivolgiti all'ufficio della provincia dove il condannato ha la residenza o il domicilio effettivo.
- Colloqui: I familiari possono chiedere di parlare con l'assistente sociale per capire l'andamento del percorso o segnalare criticità.